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Discoteca Ancona, identificato il ragazzo che ha spruzzato lo spray nella “Lanterna Azzurra”

È stato individuato ed identificato il minorenne che avrebbe spruzzato uno spray urticante all’interno della discoteca «Lanterna Azzurra» provocando il panico che ha poi portato alla morte di sei persone. Secondo quanto si apprende, il ragazzino — che è residente nella provincia — è stato identificato sulla base delle testimonianze (molti ragazzi parlavano di un ragazzo nascosto dal cappuccio che avrebbe usato la bomboletta, altri parlano di un giovane con cappello e maschera) e non sarebbe stato ancora sentito dalla Procura dei Minorenni. Il suo nome è coperto dal segreto istruttorio. Per identificarlo i carabinieri del nucleo investigativo di Ancona hanno ascoltato oltre ottanta persone. Non sono ancora note le motivazioni che avrebbero portato il ragazzo a spruzzare lo spray: forse un diversivo per rubare i cellulari dei suoi coetanei, oppure un assurdo «gioco».

L’indagine

L’inchiesta per omicidio colposo del procuratore di Ancona Monica Garulli si muove intanto su due fronti: oltre alla ricerca di chi ha provocato l’ondata di panico finita con 6 morti, c’è la verifica della regolarità dei comportamenti dei gestori del locale. Questa mattina, domenica, il comandante provinciale dei carabinieri di Ancona colonnello Cristian Carrozza, ha precisato: «Posso dire che i primi accertamenti abbiano escluso che siano stati venduti tanti biglietti (1.400 ndr), ma che c’era una disponibilità di 1.600 tagliandi e dalle matrici risultano staccati circa 600 unità». la capienza dell’unica sala aperta al pubblico era di 470 posti.

Intanto una quindicenne di Pergola, nel Pesarese, si è risvegliata dal coma nel reparto di Rianimazione degli Ospedali Riuniti di Ancona. La ragazza era rimasta schiacciata dalla calca nel corso del concerto di Sfera Ebbasta. Non solo ha riconosciuto i genitori ma ha anche parlato al telefono con un’amica. Intanto sono 7 i feriti gravi ricoverati in ospedale in codice rosso.

Procede anche la ricostruzione dell’esatta dinamica della tragedia. Uno dei testimoni ha sottolineato una sorta di schizofrenia nelle direttive dei vigilantes all’interno della sala: «In un primo momento — ha ripetuto — ci hanno spinto all’interno, poi ci hanno gridato di andare verso l’uscita di emergenza». Le indagini dovranno accertare il funzionamento delle uscite di emergenza. Il locale è stato sottoposto a sequestro per consentire di sciogliere tutti i dubbi.

Dal curriculum del titolare, Alberto Micci, affiorano precedenti. La «Lanterna Azzurra» era stata sottoposta a controlli da parte della commissione di vigilanza sui locali di spettacolo e a ottobre del 2017, poco più di un anno fa, i Vigili del fuoco, guidati da Dino Poggiali, avevano notificato la chiusura per una serie di irregolarità sull’impianto elettrico e sulla sicurezza (dalla segnaletica agli estintori non a norma). Quarantacinque giorni dopo il proprietario si era messo in regola. Ma la security non era l’unico neo. Un’ispezione della Finanza dello scorso febbraio aveva accertato l’impiego di dipendenti non in regola. Micci utilizzava personale senza contratto: su 31 dipendenti 23 erano in nero e i finanzieri, guidati dal generale Vincenzo Amendola, gli avevano comminato una maxi multa. www.corriere.it